Gli infortuni sportivi, anche a livello amatoriale, sono una minaccia sempre in agguato. Un incidente subito praticando sport può addirittura causare danni temporanei o permanenti.

L’attività sportiva va senz’altro incoraggiata in quanto aiuta a tenersi in forma, prevenire malattie e preservare la nostra salute. Può però capitare di trovarci nella brutta situazione di restare vittima di un infortunio in palestra, sul campo da calcetto o su una pista da sci.

Come ci si deve comportare in casi simili? Chi subisce un infortunio sportivo ha diritto a un risarcimento economico che “ristori” l’incidente?

INFORTUNI SPORTIVI: QUANDO CHIEDERE IL RISARCIMENTO

Non tutti gli incidenti sono uguali. O meglio, non tutti hanno la stesse cause. Per poter chiedere e ottenere un risarcimento danni in caso di infortunio avuto nel corso di un’attività sportiva, occorre che si verifichino determinate circostanze:
• che l’infortunio sia stato causato da un comportamento scorretto o illegittimo di qualcuno (come ad esempio un altro atleta);
• che l’infortunio sia stato causato da negligenza nell’ordinaria manutenzione della struttura;
• che esista un nesso causale tra il comportamento scorretto o negligente e il danno.

Per chiedere un risarcimento, è dunque necessario che le lesioni subite dallo sportivo siano state causate allo scopo di ledere, oppure con una violenza non commisurata alle caratteristiche dello sport praticato. Ne consegue che un classico “infortunio di gioco” generato da un normale scontro o dalla dinamica dell’azione sportiva non possa essere oggetto di risarcimento.
Un esempio: se durante una partita di calcetto ci si infortuna a causa della specifica volontà di ledere di un altro atleta, chi ha tenuto il comportamento violento sarà tenuto al pagamento di un indennizzo. Diversamente, in caso di uno scontro accidentale o di un contrasto che rientra nel normale contesto agonistico, il risarcimento non ha ragione di esistere.

Il secondo caso riguarda invece i gestori delle strutture sportive in cui si verifica l’incidente. Se l’infortunio è ad esempio provocato da strumenti difettosi della palestra, da condizioni scarsamente sicure di una pista da sci o da pattinaggio, oppure da un campo di gioco particolarmente insidioso per via di un’inefficiente manutenzione, allora il gestore diventa responsabile dell’accaduto e l’infortunato può avanzare una richiesta di risarcimento.

INFORTUNIO SPORTIVO A SCUOLA

Cosa accade se l’infortunio è successo a vostro figlio durante l’ora di educazione fisica a scuola?
Anche in questo caso la responsabilità dell’istituto scolastico o degli altri studenti coinvolti non è da considerarsi automatica. Perché si possa avanzare una richiesta di risarcimento valgono gli stessi principi già espressi:
• l’infortunio deve essere causato da un comportamento illecito di un altro studente;
• la scuola non ha adottato le misure necessarie a garantire la sicurezza degli alunni.

Quindi, se un ragazzo rimane danneggiato senza che esista la precisa volontà di ledere da parte di un compagno, e senza che la scuola sia colpevole di avere fornito campi o attrezzature pericolose, non esistono i presupposti per chiedere un risarcimento.

COSA FARE IN CASO DI INFORTUNI SPORTIVI

Se avete subito un infortunio sportivo, dovete andare al pronto soccorso per far certificare l’entità delle lesioni. Successivamente sarà fondamentale comunicare i risultati alla struttura sportiva, cosi che venga stilato un rapporto sull’accaduto. Se durante l’incidente erano presenti altre persone, la loro testimonianza sarà importante.

In ogni caso, il consiglio è quello di rivolgersi a professionisti competenti che possano aiutarvi a difendere i vostri diritti. Studio Alis Infortunistica Stradale vi offre una consulenza gratuita e mette a vostra disposizione un team specializzato in materia.

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