Il principale obiettivo del progetto “Città 30” è la creazione di ambienti urbani più sicuri.

Dal 16 gennaio Bologna è la prima grande città italiana ad adottare una significativa modifica al limite di velocità, ridotto a 30 km/h nelle strade urbane, escluse le principali arterie di traffico.
Questa decisione, coraggiosa e controversa, comporta una significativa ridefinizione degli spazi urbani. “Città 30” riduce le aree destinate alle automobili e promuove la mobilità sostenibile mediante la creazione di nuove piste ciclabili e marciapiedi più ampi.

BOLOGNA CITTA’ 30

L’intento di Bologna Città 30 è quello di ridurre gli incidenti stradali e garantire spazi più vivibili per chi preferisce non utilizzare l’auto. Questa filosofia, già adottata con successo in molte città europee, mira anche ad alleviare il traffico, favorendo un approccio più sostenibile alla mobilità.

Oltre a Bologna, molte altre città italiane stanno esplorando il percorso verso l’adozione di questo modello. È importante notare che l’idea di implementare “Città 30” come politica nazionale per le aree urbane è già presente in alcune proposte di legge attualmente in discussione in Parlamento. Tale approccio è indicato come una direzione strategica in alcuni dei principali Piani per la sicurezza stradale e la mobilità a livello nazionale.

NOVITÀ PER LE NORME SULLA MOBILITÀ

Il limite di 30 km/h diventa la norma per le strade cittadine ad alta densità di attività e popolate da vari utenti, tra cui automobilisti, motociclisti, pedoni e ciclisti. Esso si applica in particolare a zone con una presenza intensa di abitazioni, scuole, ospedali, poliambulatori, case di cura e della salute, mercati e negozi di vicinato, case di quartiere, parchi e giardini, impianti sportivi, ecc. Le strade di scorrimento, caratterizzate da specifiche come un elevato numero di corsie o da uno spartitraffico centrale, manterranno il limite di 50 km/h.

LE PRIME REAZIONI

La controversia su Bologna Città 30 era iniziata già la scorsa estate. Tuttavia, le polemiche si sono intensificate con l’introduzione delle sanzioni il 16 gennaio. L’applicazione dei primi verbali per chi supera il limite di 30 km/h ha causato un rallentamento generale del traffico, generando disagi per il trasporto pubblico, i taxi e le aziende di consegne.

Mentre molti accolgono positivamente il cambiamento, ci sono coloro che manifestano preoccupazioni. Gli autisti di taxi e NCC hanno protestato, per esempio, sottolineando la probabilità di tempi di percorrenza più lunghi e tariffe più elevate.

Il primo giorno ha registrato 7 sanzioni per superamento dei 30 km/h e 5 per superamento dei 50 km/h.

CITTA' 30: IL SONDAGGIO DEL RESTO DEL CARLINO

Il quotidiano il Resto del Carlino ha condotto un sondaggio che ha raccolto 3.477 partecipanti, con una maggioranza composta da uomini (63%) tra i 55 e i 64 anni.

Il 79% si è espresso contro “Città 30”, mentre solo il 21% l’ha approvata. Alcuni hanno suggerito di tornare ai vecchi limiti di 50 km/h o di applicare i 30 km/h solo in centro o nelle aree sensibili come le scuole. Altri hanno richiesto maggiori controlli e telelaser per punire coloro che superano velocità elevate.

Alcuni cittadini ritengono che “Città 30” sia una dinamica necessaria per rendere la città più sicura per gli utenti deboli della strada. Altri criticano i ritardi dei mezzi pubblici e temono tariffe elevate per i taxi. Alcuni commentatori sui Social suggeriscono sarcasticamente che sarebbe meglio andare a cavallo, mentre altri ironizzano sulla trasformazione delle strade in piste ciclabili a causa dei limiti di velocità.

Una parte significativa della popolazione esprime preoccupazioni e insoddisfazioni, mettendo in discussione la validità della misura.

LA NOTA DEL MINISTERO DEI TRASPORTI

Il MIT ha espresso una posizione critica attraverso una nota. L’ente ha affermato che il limite di velocità di 30 chilometri all’ora a Bologna non sembra essere una decisione razionale. Questo perché i potenziali inconvenienti per i cittadini, in particolare per i lavoratori, potrebbero superare i benefici in termini di sicurezza stradale, che resta comunque una delle massime priorità per il Ministro Matteo Salvini.

Salvini ha affermato anche che costringere l’intera città a limitare la velocità ai 30 all’ora potrebbe causare danni senza vantaggi proporzionali in termini di sicurezza e riduzione delle emissioni. Il Ministero dei Trasporti si è, però, dichiarato disponibile ad iniziare un confronto immediato con l’amministrazione bolognese al fine di esaminare alternative, con buonsenso e concretezza.

D’altro canto, Lepore respinge le accuse secondo cui “Città 30” sarebbe stata implementata per aumentare le entrate del Comune, affermando che questa misura non serve a fare cassa, poiché le sanzioni costano di più di quanto portino entrate. Il Sindaco ha spiegato che “Città 30” ha come obiettivo la sensibilizzazione dei cittadini sulla sicurezza stradale e ha sottolineato che le multe sono concentrate su specifici luoghi, con limiti di velocità adeguati alla pericolosità delle strade e con segnalazioni chiare.

Lepore ha ringraziato i cittadini per rispettare i limiti e ha affermato che, nonostante le critiche, la misura migliorerà la circolazione stradale.

IL TRASPORTO PUBBLICO

È attualmente in corso anche un confronto tra l’amministrazione comunale e i sindacati degli autisti dei bus. L’Assessore alla Mobilità, Valentina Orioli, ha sottolineato che i ritardi degli autobus non sono imputabili a questa misura. Orioli ha affermato, infatti, che l’amministrazione è pienamente impegnata nel dialogo con gli autisti, con attenzione massima a questo tema. Lepore ha ribadito che il trasporto pubblico locale ha ritardi da ben prima dell’implementazione di “Città 30” e ha chiesto più autisti per migliorare la situazione.

Riguardo a possibili correzioni future, sia il Sindaco che l’Assessore Orioli ritengono che sia ancora presto per valutare i risultati. L’amministrazione comunale si dichiara comunque aperta a considerare proposte circostanziate e ad esaminarle attentamente. Nel frattempo, mentre il centrodestra chiede un referendum contro “Città 30”, altre città, come Ferrara, Modena e Carpi, stanno esplorando la possibilità di adottare misure simili.

IL COMMENTO DI LEGAMBIENTE A BOLOGNA CITTA' 30

Legambiente ha espresso il suo sostegno al sindaco Matteo Lepore. L’associazione ambientalista ha sottolineato l’importanza di un’iniziativa innovativa volta a migliorare la sicurezza stradale, l’integrazione modale e la qualità della vita urbana. Allo stesso tempo, Legambiente ha chiesto al governo di approvare emendamenti al nuovo Codice della strada, affinché Bologna non resti l’unica città italiana ad implementare il modello “Città 30”.

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